Sitio de Información para Sacerdotes Exorcistas
 
Convegni 2008

Relazione definitiva di P Mazzitelli

 

Consessus Sacerdotalis Internationalis

Collevalenza 16 luglio 2008

L’esorcismo dal I al IV secolo

 

Introduzione

 

Il Signore Gesù scelse i dodici perché “stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni .

La Chiesa primitiva interpretò questi tre mandati come manifestazioni dell’unica azione pastorale per la diffusione del Regno di Dio. Per questo motivo l’azione evangelizzatrice era legata a quella esorcistica.

Affinché la grazia entrasse nel cuore dell’uomo, bisognava dunque che questo fosse liberato e purificato. San Paolo descrive questo processo nella lettera a Colossesi:

Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore .

 

L’autore della lettera attribuita a Barnaba parla di questa trasformazione attraverso la figura del tempio:

“Io trovo dunque che esiste un tempio. Sappiate quindi come dovrà essere costruito nel nome del Signore: prima che noi credessimo in Dio i nostri cuori erano un’abitazione corruttibile e fragile, esattamente come un tempio costruito da mano umana, per il fatto che rigurgitavano di idolatria ed erano dimore di demoni; tutte le nostre azioni erano infatti contrarie al volere di Dio.

Ma sarà costruito nel nome del Signore. Applicatevi a che il tempio del Signore sia costruito splendidamente. In che modo? Eccovelo!: ricevendo il perdono dei peccati, riponendo la nostra speranza nel suo nome, siamo diventati degli uomini nuovi, ricreati dall’inizio; per questo Dio abita veramente in noi, di cui ha fatto la sua dimora” .

 

Lo stesso sant’Agostino commentando la prima lettera di san Giovanni, usa la simbologia dell’aceto e del miele per descrivere questo processo di purificazione e di preparazione del cuore umano a ricevere la grazia:

 

“Supponi che Dio ti voglia riempire di miele. Se tu, però, sei pieno di aceto, dove metterai il miele?”

 

Il vaso, cioè il cuore, deve prima essere purificato dall’aceto e dal suo sapore, cioè dalle inclinazioni cattive, che manifestano un legame con il diavolo, per essere riempito dalla grazia di Dio. Ciò richiede lavoro, impegno e sacrificio, ma solo così si realizza il nostro adeguamento a ciò a cui siamo destinati.

 

Nel periodo post-apostolico questo radicale cambiamento di vita,che produceva una profonda rottura con il peccato, era legato intimamente alla rinascita battesimale, tanto che l’alleanza tra Dio e l’uomo totalizzava l’esistenza del cristiano e lo rendeva ministro di quei doni e carismi che la Chiesa avrebbe poi riconosciuto e istituito.

Lo stesso battesimo veniva inteso come un vero e proprio esorcismo . Per questo motivo la figura dell’Esorcista era intimamente legata al cammino di iniziazione cristiana. La struttura stessa del cammino iniziatico-catecumenale degli adulti, già adeguatamente strutturata alla fine del II secolo , aveva una forte connotazione esorcistica. Questo si desume dalle testimonianze dalle principali Chiese del III secolo, quali Roma, Cartagine, Alessandria, Antiochia.

Dopo un primo accostamento al cristianesimo, seguiva un lungo periodo di formazione cristiana, di circa tre anni, dove si impartivano le catechesi, integrate da esorcismi e arricchite dalla preghiera individuale e comunitaria. Al termine di questo esigente periodo formativo il catecumeno, se ritenuto idoneo, veniva ammesso al battesimo, preceduto da una breve ma intensa esperienza spirituale che, a Roma, aveva la durata di una settimana, durante la quale, oltre all’ascolto del Vangelo, era previsto un fecondo intreccio di riti e gesti penitenziali con valore esorcistico: esorcismo quotidiano, un bagno di purificazione il giovedì, digiuno il venerdì, un solenne esorcismo il sabato, fatto dal vescovo, e seguito dall’insufflatio sul volto e dal segno della croce in fronte, sulle orecchie e sulle narici . Il processo iniziatico culminava con la celebrazione del battesimo durante la Veglia Pasquale: al canto del gallo veniva benedetta l’acqua, a cui seguiva lo spogliamento dei candidati e, dopo la rinunzia a satana e la solenne professione di fede, l’immersione nella vasca battesimale.

Si può affermare, quindi, che all’inizio della Chiesa, ogni battezzato, per la sua intima partecipazione alla vita divina, aveva in qualche modo il carisma di cacciare i demoni, come ci testimoniano alcuni Padri e Scrittori ecclesiastici dei primi secoli.

 

La testimonianza di San Giustino

S. Giustino, il più importante apologista del II° secolo, nella Seconda Apologia, attribuendo le persecuzioni scatenate contro i cristiani all’opera dei demoni,  ricorda come alcuni fratelli compivano esorcismi invocando semplicemente il nome di Gesù.

“Infatti molti dei nostri, cioè dei cristiani, hanno guarito, e tuttora guariscono, tanti indemoniati, in tutto il mondo e nella nostra stessa città, esorcizzandoli nel nome di Gesù Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, fiaccando e cacciando i demoni che li possiedono, mentre tutti gli altri esorcisti, incantatori e somministratori di filtri, non erano riusciti a guarirli” .

 

Inoltre, nel Dialogo con Trifone, mette in evidenza come il rito di esorcismo e la professione di fede battesimale siano reciprocamente connessi:

“i demoni… esorcizzati nel nome di Gesù Cristo messo in croce sotto Ponzio Pilato”.

 

e ancora;

“infatti, esorcizzato nel nome di questo stesso Figlio di Dio e primogenito di tutta la creazione, nato da una vergine e divenuto uomo passibile e crocifisso sotto Ponzio Pilato dal vostro popolo e morto e risorto dai morti e salito al cielo, ogni demonio e vinto e sottomesso”.

 

Dalla testimonianza di San Giustino possiamo desumere che:

  • molti cristiani facevano esorcismi,
  • nel nome di Gesù,
  • fiaccando e cacciando i demoni. Ciò vuol dire che non sempre dopo l’esorcismo il demonio lasciava immediatamente libero l’ossesso, ma che veniva gradualmente indebolito.

 

La testimonianza di Sant’Ireneo di Lione

            S. Ireneo, il più importante dei teologi del II secolo, considerato anche il “padre della dogmatica cattolica”, nella sua opera sulla Dimostrazione della Predicazione Apostolica, opera di carattere catechetico di forma apologetica, nella parte cristologica afferma che qualunque fedele che compie la volontà di Dio, per mezzo della fede e invocando il nome di Gesù, può scacciare i demoni:

 “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato”, e nessun altro nome è stato dato sotto i cieli, nel  anche i demoni, gli spiriti malvagi e tutte le potenze ribelli.

Per l’invocazione del nome di Gesù Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, Satana è cacciato fuori dagli uomini. Dovunque c’è qualcuno che credendo in lui e facendo la sua volontà, lo ricorderà e invocherà, viene, gli sta accanto ed esaudisce le suppliche di chi lo invoca con cuore puro. Avendo così ottenuta la salvezza, noi siamo in costante rendimento di grazie a Dio, nostro salvatore, per la sua grande e insondabile sapienza, e araldo della redenzione dal cielo – la venuta visibile di nostro Signore, cioè, la sua vita di quaggiù – che, lasciati a noi stessi, non potevano procurarci” .

 

Sant’Ireneo ci ricorda le caratteristiche fondamentali che deve avere colui che compie l’esorcismo:

  • Credere in Gesù Cristo (la fede).
  • Fare la volontà di Dio.
  • Avere la purità del cuore.
  • Ricordarsi che è presente il Signore.
  • L’invocare il Suo aiuto (la preghiera).

 

La testimonianza di Minucio Felice

            Verso la fine del II secolo l’avvocato apologista Minucio Felice, nel suo Octavius ci riferisce:

“I demoni], scongiurati nel nome del vero e unico Dio, loro malgrado, sono invasi dal terrore nei loro miserevoli corpi e si allontanano immediatamente, oppure, a poco a poco, svaniscono, secondo che interviene la fede del paziente o agisce, in forma di ispirazione, la grazia di chi procede alla guarigione

 

Minucio Felice ci descrive come avviene la liberazione:

  • immediatamente;
  • oppure a poco a poco.

Questo a secondo che:

  • interviene la fede di colui che vessato.
  • oppure agisce, in forma di ispirazione, la fede di chi compie l’esorcismo.

 

La testimonianza di Tertulliano

Dopo il grande Giustino tra gli altri apologeti è da annoverare il famoso Tertulliano di Cartagine (155-220 ca.), apologista, polemista, teologo e moralista, il quale dimostra l'ingiustizia delle persecuzioni e l'assurdità delle accuse contro i cristiani, e come stragi e calunnie ottengono l'effetto contrario.

Nell'Apologetico Tertulliano ci informa che i cristiani non solo liberavano i pagani dai demoni:

“ Ma basta con le parole. D'ora in avanti la dimostrazione proprio di fatti ... Si porti qui, proprio davanti ai vostri tribunali, uno che risulti essere sotto l'azione di un demone:costretto a parlare, da un cristiano qualsivoglia, quello spirito veracemente confesserà di essere un demone, come altrove falsamente confessò di essere un dio. Ugualmente si conduca innanzi uno di quelli che sono ritenuti subire l'influenza di un dio, di coloro che, sopra le are alitando, aspirano dal profumo la divinità, coloro, che a furia di rutti guariscono, che ansimando profetizzano” .

 

“Sennonché tutto codesto nostro dominio e potestà  su di loro trae la sua forza dal pronunciare il nome di Cristo e dal ricordare quello che secondo il volere di Cristo, da parte di Dio li sovrasta e li attende. Temendo Cristo in Dio e Dio in Cristo, ai servi di Dio e di Cristo, si assoggettano. Così per il solo contatto e soffio nostro, afferrati dalla vista e dalla rappresentazione di quel fuoco, al nostro comando si allontanano anche dai corpi, di malavoglia e dolenti e vergognosi per la vostra presenza. Credetegli, quando sul proprio conto dicono il vero, voi che credete in loro quando mentono. Nessuno a proprio disonore mentisce; invece, lo fa per averne onore. Sono più credibili coloro che a proprio danno confessano, che coloro che a proprio vantaggio negano. In fine codeste testimonianze dei vostri dei sogliono creare dei Cristiani; il più spesso credendo ad essi, crediamo in Cristo Signore .

 

ma anche verso coloro che avevano già ricevuto il Battesimo:

“Chi, inoltre, strapperebbe voi da quei nemici occulti e incessanti devastatori delle vostre menti e della vostra salute - voglio dire dagli assalti dei demoni - che noi scacciamo da voi senza premio, senza compenso? Sarebbe bastato solo questo alla nostra vendetta, che rimaneste per l’innanzi, libero possesso, alla mercede degli spiriti immondi” .

            Gli indizi che si ricavano dalla testimonianza di Tertulliano sono:

  • Qualunque cristiano poteva compiere l’esorcismo. Bisogna però ricordare che siamo agli inizi della Chiesa, in tempo di persecuzioni e di martirio e che quindi i Cristiani vivevano coerentemente con il Vangelo.
  • Vi sono diversi gradi di possessione:
    •  uno che risulti essere sotto l'azione di un demone;
    •  quelli che sono ritenuti subire l'influenza di un di.
  • Il ricordo dei castighi che i diavoli devono subire come formula di esorcismo.
  • La prudenza da tenere quando si dialoga con loro: “Credetegli, quando sul proprio conto dicono il vero, voi che credete in loro quando mentono. Nessuno a proprio disonore mentisce; invece, lo fa per averne onore. Sono più credibili coloro che a proprio danno confessano, che coloro che a proprio vantaggio negano”.
  • La pratica esorcistica come rafforzamento della fede.
  • La possibilità di esorcizzare coloro che hanno già ricevuto il battesimo.

 

L’Esorcismo di San Vito

A conclusione dei documenti sopra citati, a modo di testimonianza della prassi esorcistica di questo periodo, viene riportato il racconto di un Esorcismo contenuto nel racconto del martirio di san Vito(n.291+303-304). La Passio è del VII secolo, ma ci tramanda una prassi preesistente.

Allora il demonio, per bocca del figlio tormentato dell’imperatore Diocleziano, gridò orribilmente dicendo: “O Vito, perché mi tormenti prima del tempo?”

A lui san Vito non rispose niente. Ma l’imperatore Diocleziano disse a san Vito: “Sei in grado di sanare mio figlio?”.

Vito rispose: “Egli può riavere la salute: ma non io posso dargliela, bensì Cristo, il figlio di Dio, per mezzo mio, di cui io son servo. Se Egli vuole liberarlo da questo maledetto nemico lo può fare molto facilmente”.

L’imperatore Diocleziano lo supplicò, ed egli si avvicinò a lui, gli impose le mani sul capo dicendo: “Spirito immondo, in nome del Signore nostro Gesù Cristo, vattene da questa creatura di Dio”.

E subito il demonio uscì da lui …”

 

Dopo aver brevemente scorso queste testimonianze del primo periodo della vita della Chiesa tenteremo di analizzare le indicazioni ivi contenute circa il ministro, la formula e i riti del sacramentale per l’Esorcismo.

Il ministro dell’Esorcismo

Anche se tutti i fedeli erano capaci compiere esorcismi, come si è potuto dimostrare dalle testimonianze fin qui portate, gradualmente è sembrato opportuno deputare alcuni fratelli per questo ministero.

            A metà III secolo, in una lettera indirizzata a Fabiano di Antiochia, papa Cornelio afferma che nella Chiesa romana vi sono quarantasei presbiteri, sette diaconi, sette suddiaconi, quarantadue accoliti e cinquantadue esorcisti, lettori e ostiari .

            Secondo il XV carme di San Paolino da Nola, San Felice da Nola, sacerdote, alla fine del III secolo, dopo essere stato lettore e prima di essere ordinato presbitero era divenuto esorcista .

            L’epitaffio di Flavio Latino, terzo vescovo di Brescia, della fine del III secolo, ci dice questi fu esorcista per dodici anni .

San Damaso, come ricorda il Martirologio Geronimiano, fa l’elogio dei martiri Marcellino, sacerdote e Pietro, esorcista, uccisi intorno al 302 .

Una lapide del III-IV secolo, delle catacombe di “Ad Decium”, detto così perché si trovava all’altezza del decimo miglio della via Latina, ci rende noto che in quella piccola comunità cristiana il ministero del lettore e dell’esorcista erano affidati alla stessa persona: Proficius lector et exorcista .

Come ci riferisce Sulpizio Severo nel capitolo V della sua biografia di S. Martino di Tours, il Santo fu ordinato esorcista da Sant’Ilario di Poitiers a meta del IV secolo. A S. Martino, inoltre viene attribuito il V formulario per gli esorcismi sugli ossessi del Pontificale Romano-Germanico

Nonostante queste testimonianze, dobbiamo però costatare che fino al IV secolo non c’era ancora una prassi comune, per quanto riguardava l’istituzione degli esorcisti. Nel trattato de septem ordini bus , del V secolo, falsamente attribuito a San Girolamo, infatti, non vengono ricordati né i lettori né gli esorcisti, vengono invece inseriti i fossori come ultimo grado degli ordini minori.

 

La formula dell’esorcismo

Nella Chiesa primitiva gli esorcismi saranno praticati invocando il nome di Gesù Cristo, risorto, solo vincitore di Satana.

Secondo Heitmüleer fu anzitutto il nome di Gesù, legato al simbolo battesimale, ad acquistare valore esorcistico. Anzi, anche se non è condivisibile in pieno, questo autore giunge a dire che per il cristianesimo primitivo l’uso del nome di Gesù nel Battesimo ha avuto un tale significato.

Egli giunge alle sue conclusioni dimostrando che la prassi testimoniata dalle opere di San Giustino torva conferma già nel NT.

Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» .

 

Proprio per la fede riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede in lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi .

 

La cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo .

 

Per la primitiva formula dell’Esorcismo abbiamo qualche indizio anche nell’Apologeticum di Tertulliano:

 

Tutto l’impero e il potere che abbiamo sui demoni, derivano la loro forza dal fatto che noi pronunziamo il nome di Cristo ed enumeriamo tutti i castighi che li minacciano” .

 

Inoltre possiamo menzionare nel IV secolo i formulari attribuiti a Sant’Ambrogio e a San Martino e introdotti poi nel pontificale Romano-Germanico del X secolo.

 

A modo esplicativo vengono riportati dei brani e delle preghiere del IV/VI  secolo, per seguire il primo sviluppo delle preghiere di Esorcismo.

 

Dal trattato «L'ideale perfetto del cristiano» del IV secolo, di san Gregorio di Nissa, vescovo .

[Paolo] ci ha mostrato quale forza abbia questo nome di Cristo, quando ha detto che è la forza e la sapienza di Dio, quando lo ha chiamato pace e luce inaccessibile, nella quale abita Dio, espiazione e redenzione, e grande sacerdote, e Pasqua, e propiziazione delle anime, splendore della gloria e immagine della sostanza divina, creatore dei secoli, cibo e bevanda spirituale, pietra e acqua, fondamento della fede, pietra angolare, immagine del Dio invisibile, e sommo Dio, capo del corpo della Chiesa, principio della nuova creazione, primizia di coloro che si sono addormentati, esemplare dei risorti e primogenito fra molti fratelli, mediatore tra Dio e gli uomini, Figlio unigenito coronato di onore e di gloria, Signore della gloria e principio di ogni cosa, re di giustizia, e inoltre re della pace, re di tutti i re, che ha il possesso di un regno non limitato da alcun confine.

Lo ha designato con queste e simili denominazioni, tanto numerose che non è facile contarle. Se tutte queste espressioni si raffrontassero fra loro e si cogliesse il significato di ognuna di esse, ci mostrerebbero la forza mirabile del nome di Cristo e della sua maestà, che non può essere spiegata con parole.

 

 

 

Preghiera contro i demoni (sec. IV/V)

«Ti invoco, Dio dei cieli , dio della terra e Dio…dei santi, compimento del tempo… che sei venuto al mondo e hai spezzato l’artiglio di Caronte, che sei venuto per mezzo di Gabriele nel ventre della Vergine Maria, nato a Betlemme e allevato a Nazaret, crocifisso… la cortina del tempio fu squarciata per causa sua, resuscitò dai morti nella tomba , il terzo giorno dalla morte,, apparve in Galilea e salì nell’alto dei cieli, ha migliaia e migliaia di angeli alla sua sinistra, e ugualmente migliaia e migliaia di angeli alla sua destra, che cantano all’unisono tre volte:Santo, santo il re dell’eterno, i cieli sono pieni della sua divinità. Ha camminato sulle vie dei venti. Venga la sua misericordia, Dio dell’eterno, salito al settimo cielo, venuto dalla destra del Padre,agnello benedetto; le anime furono liberate per mezzo del suo sangue, le porte di bronzo si aprirono grazie a lui, spezzo i catenacci di ferro, liberò quelli che erano prigionieri nelle tenebre, rese Caronte impotente, imprigionò il nemico apostata, che fu rimandato nelle sue sedi. I cieli furono benedetti e la terra gioì, poiché se ne andò da essi il nemico e poiché hai dato libertà alla creatura che cerca il Signore, Gesù, la voce che libera dai peccati noi che chiamiamo il tuo santo nome. I domini, le potenze e i signori della tenebra, che sia uno spirito impuro o il flagello di un demone nelle ore meridiane, o brivido, o febbre o febbre coi brividi, o danno dato da uomini, o forze del Nemico,  non abbiano potere davanti all’immagine, foggiata dalla mano della tua divinità… (a te) la potenza… che domina i secoli».

 

Supplica (sec.V/VI)

«Sii il primo a difendermi dalla zampa del cane e dalle corna degli unicorni”. “Davanti ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea, inneggerò a te, mio Dio”. Poiché partecipano alle mie preghiere i martiri che hanno affrontato il martirio per te, Sabbazio, Probazio, Stefano, Ciriaco, tu, o Buono, proteggi questa tua serva, e liberala da ogni debolezza della sua anima. La salvezza del nome del Signore, del Dio vivente. “ Poiché, dunque, molti presero a scrivere una racconto dei fatti avvenuti in mezzo a noi”. “Genealogia di Gesù Cristo”; “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. Santo Foca, santo Mercurio, proteggi la tua serva».

Esorcismo (VI)

«Signore Dio onnipotente, Padre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, e tu santo Sereno: io, Silvano figlio di Sarapione prego e chinala testa al tuo cospetto, chiedendo e implorando che scacci da me, tuo servo, il demone della stregoneria, quello del mal di testa e quello del disgusto, e tu storna da me ogni malattia e ogni debolezza, affinché sia sano e abbia la forza di pronunciare la preghiera del vangelo, così: “ Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta  la tua volontà, come in cielo, così in terra; dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non lasciarci acconsentire alla tentazione, Signore, ma liberaci dal male. Perché tua è la gloria nei secoli”… e la…

“In principio era il Verbo”; “Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo”. Luce da Luce, Dio vero, concedi a me, tuo servo, la luce. Santo Sereno, supplica per me affinché io sia completamente sano» .

 

 

I riti che compongono l’esorcismo

 

  • La preparazione.

Tra le pratiche di preparazione al Rito dell’Esorcismo della Chiesa primitiva sono da ricordare la preghiera e il digiuno. Cristo stesso, con il suo esempio, come nelle tentazioni del deserto, e il suo insegnamento, li ha uniti all’efficacia del Rito:

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò .

 

Egli disse loro: Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera .

 

Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno”. .

 

Di conseguenza si può riconoscere un valore esorcistico anche al digiuno prebattesimale del I e II secolo.

 

Prima del battesimo, digiuni colui che battezza ed il battezzando ed anche quanti altri potranno .

 

A quanti siano persuasi e credano che sono veri gli insegnamenti da noi esposti, e promettano di saper vivere coerentemente con questi, si insegna a pregare ed a chiedere a Dio, digiunando, la remissione dei peccati, mentre noi preghiamo e digiuniamo insieme con loro .

 

  • L’imposizione delle mani

Anche non si hanno indicazioni sui i gesti che si compivano durante gli esorcismi agli inizi della Chiesa, riferendosi Mc 16, 17 -18 : “ questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, … imporranno le mani ai malati e questi guariranno»,  si può supporre che l’imposizione delle mani era tra questi.

Alla fine del II secolo, secondo quanto riportato negli excerpta ex Theodoto, l’invocazione del nome di Gesù era accompagnata dall’imposizione delle mani .

Anche Tertulliano e Ippolito conoscevano questo gesto

 

 

  • L’insuflazione

Il gesto di soffiare ci rimanda al soffio vivificante di Dio. Gesù stesso dopo la sua risurrezione comunica lo Spirito Santo agli Apostoli alitando su di loro.

L’azione di soffiare nel rito di esorcismo viene testimoniato di nuovo da Tertulliano e Ippolito .

 

  • Il segno della Croce

Nella Tradizione Apostolica, il Vescovo, nei riti prebattesimali,  prima di alitare sui catecumeni li doveva segnare sulla fronte, sulle orecchie e sul naso .

Alla fine del IV secolo Lattanzio attesta il segno della croce unito all’invocazione del nome di Cristo: «Come agisca terrificamente questo segno sopra i demoni, lo sanno bene coloro che li abbiano visti fuggire dai corpi invasati, ogni volta che siano stati scongiurati nel nome di Cristo» .

 

  • L’olio esorcizzato

Nella Tradizione Apostolica un presbitero, prima del Battesimo fa compiere la rinuncia, con quella che diverrà la formula classica: «Io rinuncio a te, Satana, e a tutte le tue pompe e a tutte le tue opere». E quindi, unge il candidato con l'olio d'esorcismo dicendo: «Ogni spirito malvagio si allontani da te» e lo affida, svestito, al vescovo o al prete che è presso l'acqua per battezzare.

 

 

Conlusione

 

Scacciare i demoni nel nome di Gesù Cristo, viene visto nei primi secoli della Chiesa come la realizzazione della promessa del Signore Risorto “questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono” . Per motivo ogni credente poteva compiere questo sacramentale. Di conseguenza concludendo da quanto illustrato si può desumere:

  • Il ministro dell’esorcismo, in questo periodo, poteva essere qualunque battezzato, purché, come dice Sant’Ireneo, credesse in Dio e facesse la sua volontà. I ministri istituiti faranno la loro prima comparsa a metà del III secolo.
  • Colui che compie l’Esorcismo deve crede che il Signore Gesù è presente ed è Lui che opera.
  • La prima formula dell’esorcismo è stata l’invocazione del nome di Gesù legata alla professione di Fede.
  • Gli scrittori di questo periodo testimoniano inoltre una gradualità di possessione e una progressione nella liberazione.
  • Tertulliano è il primo che afferma che anche coloro che avevano già ricevuto il Battesimo potevano essere oggetto di un Esorcismo.
  • La prudenza nel dialogare con i demoni durante l’esorcismo.
  • La pratica esorcistica può suscitare o alimentare la fede.
  • La preghiera e la penitenza sono essenziali per l’efficacia dell’esorcismo.
  • Il linguaggio non verbale dell’Esorcismo con i suoi gesti inizia a coinvolgere tutto l’uomo, attraverso i sensi del corpo. La creazione stessa, attraverso degli elementi essenziali per la nostra vita, viene coinvolta in questa dinamica di redenzione: “Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati .

 

 

 

Mc 3,14-15.

Col 3, 5-10.

Epistola di Barnaba, XVI, 7-8.

Cfr Agostino, In 1 Joannis 4, 6: PL 35, 2008.

Cfr Heitmüller W., Im Namen Jesu, Göttingen, 1903, 304-311.

Cfr. Didaché Apostolorum.

Cfr. Ippolito Romano, Traditio apostolorum. 20, SC 11bis,78-80.

Giustino, Apologia, II, VI,6.

Giustino, Dialogo con Trifone, 30.

Ibidem, 85.

Ireneo di Lione, Epideixis, 96-97.

Minucio Felice, Octavius, 27: PL 2, col.40.

Tertulliano, Apologeticum, 23, 4-5.

Ibidem, 23, 15-18.

Ibidem, 37, 9.

Ianneci Dario, Il libro di San Vito, - studi e ricerche storiche -, Storia, leggenda e culto di un santo medievale, Edizioni Gutenberg, 22005, p. 25.

Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, I Epist. ad Fabium, VI, 43,11.

Paolino da Nola, Carme XV (Natalicium IV), letteratura greca e latina: testi, SERRA Fabrizio (Ed.), Roma, 2008, 289ss.

Cfr. Corpus Inscriptionum Latinorum, V, 4846.

Cfr. Giovanni Battista de Rossi e Louis Duchesne, Martyrologium Hieronymianum, in Acta Sanctorum LXXXII Novembre, II (1894). Hippolyte Delehaye, Commentarius perpetuus in Martyrologium Hieronynianum ad recensionem H. Quenti, in Acta Sanctorum XXIV Novembre 11, II (Bruxelles, 1931).

http://www.romasotterranea.com/index.php?option=com_content&task=view&id=87&Itemid=113.

PRG, CXVIII, 4- CXIX, 17, vol. II, (= Studi e Testi, 227), 213-220.

PL XXX, 148-162.

Cfr. Heitmüller W., Im Namen Jesu, Göttingen, 1903, 331.

At 3,6.

At 3,16.

At 4,10

Tertulliano, Apologeticum 23, 15.

PG 46, 254-255.

Ed. Ch. Wessely, PO 18, 405-406.

Ed. B.P. Grenfell et A.S. Hunt, Greek Papyri, Oxford, 1903, p.85, n. 10696.

Ed. Ch. Wessely, PO 18, 420. Papiro bruciato nella rada di Amburgo. «Archiv für Papyrforschung», I, 1900, p.431.

Mt 4,1-3.

Mc 9,29.

Mt 17,21.

Didaché apostolo rum, 7,4.

Giustino, Apologia, I, 61, 2.

Excerpta ex Theodoto, 84, PG 9, col.697°.

Cfr. Tertulliano, Apologeticum 23,16. Ippolito, Traditio apostolorum, 20.

Cfr. Tertulliano, o. c.,23,16. Ippolito, o. c., 20.

Cfr. Ippolito, o.c., 20.

Lattanzio, Divinae institutiones, 4,27, PL 19, 384-386.

Cfr. Ippolito, o.c., 21.

Mc 16,17.

Rom 8, 22-24.



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